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Più democratico di Veltroni, più incazzato di Grillo, più blogger di Adinolfi, più ecumenico del papa, più giovane di Luca Sofri, più cinico di Christian Rocca… il giudizio definitivo sul PD spetta al grande Zoro:

In pochi giorni uno-due spiazzante:

Selva non si dimette più:

I cittadini mi hanno chiesto di restare

Mele svela i segreti della sua arte di seduttore:

Un amico mi ha presentato la ragazza che, siccome era tardi, è venuta a letto con me

Poi dice che uno si iscrive a Beppe Grillo.

Un blogger si candida alle primarie per l’elezione del leader del PD. Per usare un eufemismo, tiepida accoglienza dalla rete. Zambardino e Sofri fanno gli auguri ma (immagino) voteranno Veltroni.

Cercasi votante blogger per candidato blogger. Si può fare.

Grosse novità in tema di riforma elettorale:

Il papa sarà eletto con i due terzi dei voti

Pare che lo Spirito Santo conservi diritto di veto.

Mirko Morini, titolare del blog Butirrometro, è stato condannato dal tribunale di Ferrara a seguito della querela per diffamazione di Gigi Moncalvo – ex direttore della Padania, ex conduttore, ex… vabbè lasciamo perdere – per aver scritto sul suo blog la frase

Gigi Moncalvo, ex idiota, ora riabilitato dai più, famosa la sua faccia da rimprovero

Qui i dettagli. 

Anche se la pena in sostanza non è effettiva (detenzione sostituita da una multa di 300 euro, condonata a seguito dell’indulto del 2006) rimane l’assoluta gravità e incoerenza di aver perseguito un puro reato di opinione: se io dico che Moncalvo ha la cittadinanza russa, è un piduista o guadagna 1 miliardo al mese sto (credo) dicendo il falso, per cui posso essere querelato, ma esprimere un parere sulla sua intelligenza, il suo aspetto fisico o la sua fede calcistica rientra nei miei diritti! in caso contrario Moncalvo dovrebbe portare le prove documentate della falsità dell’affermazione…

piena solidarietà a Mirko, almeno il link al tuo sito avrebbero potuto scriverlo corretto nella sentenza!

Guardare un’autostrada a 3 corsie in Italia è una delle cose più ridicole e desolanti che possano capitare, a causa della strana idea che hanno gli italiani della guida in autostrada. Eccone i punti fondamentali.

  • La prima corsia è quella di emergenza, riservata ai camion e agli sfigati incapaci cornuti impotenti laziali. Qui si ha paura di essere fotografati dalle macchinette non per la multa, ma per gli sfottò degli amici.
  • La seconda corsia è quella di “pilota automatico”. Ognuno sceglie liberamente una velocità di crociera che verrà mantenuta per tutto il viaggio senza la minima sbavatura.  Il risultato è che ci si uniforma tutti alla velocità di un vecchietto su una Y10 che va da Salerno a Milano a 80 all’ora. Qui non è raro incontrare persone addormentate al volante, con l’acceleratore e lo sterzo bloccati.
  • La terza corsia è quella di percorrenza. O meglio di coda. Qui si guida sbuffando e lamentandosi, lampeggiando di tanto in tanto con fare minaccioso pensando di avere davanti l’unico e solo responsabile degli ingorghi tra Barberino e Roncobilaccio. Le regole non scritte di precedenza sono legate a fattori oscuri come la cilindrata e la presenza o meno di ammaccature sulla carrozzeria.
  • La corsia di emergenza è quella di sorpasso.
  • Pochi – misteriosamente quasi tutte donne – conoscono l’esistenza della quarta e quinta corsia. Non sono facilmente identificabili e i loro confini variano rapidamente, ma si trovano più o meno a cavallo tra le tre più note e delimitate dalle strisce.
  • Ancor meno nota è la sesta corsia. Si distingue dalle altre per essere l’unica che non segue la direzione dell’autostrada, ma procede a zig-zag dallo spartitraffico alla banchina di sosta e viceversa, con puntatine occasionali all’autogrill.  
  • La freccia si usa solo per i sorpassi a destra, unitamente al clacson, agli abbaglianti e al dito medio.
  • La freccia di rientro non si usa perchè non si rientra mai dai sorpassi, al massimo ci si riposa un po’.

Lo shuttle Atlantis verso la ISS, missione di 11 giorni. Tutto ok il lancio da Cape Canaveral. Sette astronauti USA a bordo.

L’ho sognato io o il TG5 ieri notte aveva dato la notizia dell’esplosione dell’Atlantis al decollo?

Update: era il TG1, qui il video da Youtube

Update2: 16 giorni dopo ne parla Paolo “remore scaramantiche” Attivissimo 

A proposito dell’appello di Luca Sofri per aggiungere 10 ggiovani alla costituente del partito democratico, mi accodo a Mantellini: o io o Pierluigi Diaco.

Leggo poi nelle FAQ dell’appello:

Ma Diaco???
Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito. Se la presenza o meno di Diaco o di altri in fondo a una lista di nomi accessoria e assai subordinata a un discorso precedente assia più importante, è la prima cosa su cui riflettete prima di aderire o no, beh, non aderite. Che ci sia Diaco ha ottime ragioni, per alcuni. Per altri, chissenefrega se c’è Diaco. Poi ci sono quelli che non firmano per via di Diaco.

Sguardo fisso sul dito, non firmo per via di Diaco. Già il discorso precedente traballava parecchio, a voler dirla tutta. Ma Diaco… per favore!

Oggi ne parla anche Repubblica ma in rete circola da diversi giorni: un documentario molto crudo sugli abusi sessuali compiuti da preti ai danni di bambini e bambine.

Molte le testimonianze, sempre lo stesso il racconto. In paese molti sanno, nessuno parla. Quando un bambino inizia a parlare gli viene intimato il silenzio. Il superiore trasferisce il prete, la storia ricomincia. Qualche volta il prete si uccide. Il vescovo viene convocato a Roma, il Papa trasferisce il vescovo. Il Papa muore, se ne fa un altro. Lo Spirito Santo – immagino – sta a guardare.

Esiste addirittura un documento al riguardo, il Crimen Sollicitationis, bello bello scritto in latino e inviato alle diocesi di tutto il mondo, che istruisce su come comportarsi in questi casi. In una parola: insabbiare. Resistere, resistere, resistere. Non solo quando si riceve la testimonianza in confessionale, ma in tutti i casi, in attesa di indagini interne. La pena per chi rompe il silenzio: la classica vecchia scomunica, una specie di jolly in questi casi. Il Crimen Sollicitationis fu redatto dalla Congregazione per la Dottrina della Fede nel 1962. Nel 1981 a capo di questa moderna Inquisizione salì Joseph Ratzinger, attuale Papa Bendetto XVI. Non sapeva? Come no, l’ha perfino “aggiornato” nel 2001 emanando il De Delictis Gravioribus. Che non cambia la sostanza del precedente.

Il documentario, trasmesso dalla BBC nel 2006, non è mai andato in onda in Italia (ohibò). Il video su Google non è attualmente disponibile (ohibò) ma al momento in cui scrivo potete trovaro su Libero Video qui con i sottotitoli dell’ottima Vania. Buona visione.

hornby 

Ho appena acquistato Una vita da lettore, ultimo libro di Nick Hornby, attirato dallo strillo in quarta di copertina:

I libri, ammettiamolo, sono meglio di qualunque altra cosa. Se organizzassimo un campionato di fantaboxe culturale, schierando sul ring i libri contro il meglio che qualunque altra forma d’arte abbia da offrire, sulla distanza delle quindici riprese… be’, i libri vincerebbero praticamente sempre.

Citazione da pagina 60. Cavolo, mi son detto, devo leggerlo assolutamente. Peccato che già a pagina 67 Nick corregga decisamente il tiro:

Il mese scorso proclamavo a gran voce che i libri sono meglio di tutto il resto: praticamente che ogni libro decente che prendi in mano batte qualunque altra cosa, qualsiasi film o quadro o brano musicale con cui ti venga voglia di confrontarlo. Insomma, come gran parte delle teorie proposte nella presente rubrica, è risultata un vero schifo. Questo mese ho letto quattro ottimi libri, eppure i miei picchi culturali delle ultime quattro settimane non sono stati letterari. Sono andato ad un paio di mostre meravigliose alla Royal Academy; […] ho visto Josè Antonio Reyes segnare il suo primo gol per l’Arsenal contro il Chelsea, una bomba da trenta metri proprio nel «sette»; e qualcuno mi ha mandato un superlativo bootleg di Springsteen, concerto con orchestra d’archi del ’75 al Main Point di Bryn Mawr, e una cover di «I Want You» e non so che altro. [...] Perciò la conclusione è: i libri non sono male, ma sono meno belli di altre cose, esempio i gol o i bootleg.

Pubblicità decisamente ingannevole… immagino che scrivere le quarte di copertina richieda una certa dose di cinismo. A fin di bene in questo caso, perchè il libro – una raccolta delle recensioni letterarie pubblicate dall’autore per il mensile The Believer - è veramente piacevole… Hornby ha uno stile leggero e spiritoso e parla dei libri letti e acquistati con autentica passione e sincerità. Mi ha fatto venir voglia di cercarne almeno un paio – e questo per una recensione è il massimo – e mi son trovato perfettamente d’accordo sul giudizio dato a Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon.

Arrivo perfino a perdonargli qualche gigioneria a la Baricco, forse perchè tra le righe non ho letto ma che ci parlo a fare io con voi… o forse la traduzione dall’inglese non lascia passare la spocchia.

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