cinema


michael jordan 

Sportello del cinema Warner a Parco dei Medici, un mio amico dice al cassiere: “4 per 23 grazie”. E lui “facile, 92… avanti un altro”. Si capiva già che non sarebbe stata una cosa seria.

Segue grossa delusione personale nello scoprire che il film “Il numero 23” non è una biografia di Michael Jordan (in effetti il fatto che il protagonista, Jim Carrey, fosse bianco aveva destato qualche sospetto). Mi aspettavo almeno una pellicola a tema sportivo (il regista è Schumacher), invece no: ci tocca un thriller sulle misteriose ricorrenze del numero 23. Questo numero ossessiona il protagonista, che lo vede dappertutto… sembra ci sia anche una certa letteratura al riguardo. Ad esempio io sono nato il 7 novembre: 7 in inglese si dice “seven”, e novembre=11 che raddoppiato è 22 che è quasi 23. Incredibile.

Penso che andrò presto a vedere 300, sono curioso di sapere come associare le date di nascita ad un numero così alto.

iwo jima

Clint Eastwood è come il vino, con l’età migliora, e Letters from Iwo Jima è il suo ennesimo capolavoro, una pellicola di pura poesia che senza difficoltà può essere accostata ai mostri sacri del genere bellico come Orizzonti di gloria, Platoon, Apocalypse Now, Full Metal Jacket, La sottile linea rossa.

E’ quasi incredibile la maniera in cui il regista riesce a condurre agevolmente il film attraverso un sentiero disseminato di stereotipi e retorica: l’eroismo americano rappresentato per decenni dalla statua dei soldati che piantano vittoriosi la bandiera sul suolo nemico, il senso di sacrifico dei giapponesi che si immolano come tanti kamikaze in adorazione del proprio imperatore/Dio… tutto si dissolve in poche scene, il tenero addio tra Saigo e la moglie incinta, la fierezza del generale Kuribayashi (un bravissimo Ken Watanabe) al pranzo di gala organizzato in suo onore alla sua partenza dagli Stati Uniti… ma guarda, le madri dei soldati americani e giapponesi scrivono lettere simili e raccomandano le stesse cose… e l’odore del sangue, della paura, del fango, sono gli stessi per tutti e annusando bene arrivano anche a noi, ancora in fondo convinti che la guerra è bella anche se fa male… ma Loro non erano i cattivi? Loro cattivi e Noi buoni? ma Noi chi?

ultima nota: il film è in lingua originale con sottotitoli, come dovrebbero essere tutti i film stranieri… ci si abitua subito ed è tutto più naturale… o vi sembrerebbe più normale vedere un giapponese che parla italiano, magari con inflessione marchigiana? e non tirate fuori la solfa per cui “in Italia abbiamo i migliori doppiatori al mondo”… in Italia abbiamo gli UNICI doppiatori al mondo!

inland empire

Finalmente un film piuttosto lineare di David Lynch, direi quasi piatto, con la storia che si dipana senza sbalzi dall’inizio alla fine. Non c’è quasi bisogno di spiegazione, ma la scrivo lo stesso per i più disattenti. Ci sono 4 piani paralleli nella storia, che possono essere così identificati:

<spoiler>

  • lettura immediata: la protagonista Susan/Nikki/Laura Dern è la rappresentazione del subconscio del cacciavite, risvegliata dallo psicanalista che in realtà è un trafficante di armi che tenta di riciclarsi nei teatrini OFF di Braodway con una coreografia di YMCA realizzata insieme ad un gruppo di 47 prostitute figlie della vecchia dal volto rugoso, che altri non è se non una ex attrice polacca scampata a Birkenau e sposata con la scimmia con una gamba di legno
  • lettura sociopolitica: il film è chiaramente un manifesto antiabortista ed a favore della fine dell’embargo a Cuba, schierandosi apertamente per la candidatura di Mitt Romney alle presidenziali del 2008
  • lettura cinefila: basta con le riprese in digitale, basta con l’abuso della steadycam, basta con le immagini a fuoco, basta con lo stop-motion, basta con questi flashback pseudo-tarantiniani. il film va girato seguendo prima le pagine dispari e poi quelle pari della sceneggiatura. basta con il montaggio
  • lettura lynchiana: il film è mio e ci metto tutti i conigli che voglio

</spoiler> 

spero di essere stato chiaro, se ancora avete dei dubbi la prossima volta andate a vedere Natale in India!