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Saranno vent’anni che si va avanti così. Non l’hanno solamente ucciso questo sport, hanno sputato sul cadavere. Ogni anno uno scandalo, ammissioni parziali, promesse di pene severe e via dicendo. L’anno dopo riparte il Giro o il Tour e i soliti cronisti, commentatori e addetti ai lavori ripartono con i loro mantra: la rinascita dopo la bufera, i giovani che ridaranno al ciclismo l’onore perduto, e quanto fango hanno versato i media, e non diamola vinta alle solite mele marce, e guardate il sudore sulla fronte, questo è il cuore del ciclismo, altro che doping! e poi perchè non ve la prendete anche con gli altri sport?

Fino alla prossima sacca di sangue gettata da un balcone e rinvenuta nella spazzatura. Fino al prossimo record di velocità (merito dei materiali, ovvio). Fino al prossimo spettatore che cambia canale, schifato di vedere Berzin che vince il Giro e l’anno dopo non regge nemmeno il ritmo degli ultimi.

L’ultima è di Basso (fonte Repubblica.it)

Non ho mai preso sostanze dopanti, non sono pentito e non so e non ho detto di nessun altro corridore. Non ho mai assunto sostanze dopanti e non ho mai fatto emotrasfusione. Ho ammesso il tentativo di doping in vista del Tour e sono pronto a scontare la mia pena. E’ stata solo una debolezza, ma non ho mai commesso nulla di vietato, tutte le mie vittorie sono state ottenute in modo onesto.

Quindi, riassumendo, dopo vent’anni di scandali, titoli revocati, morti inspiegabili, carriere stroncate, vere e proprie farmacie al seguito degli atleti, un intero movimento sportivo fatto a pezzi, il nostro campionissimo e ultimo vincitore del Giro d’Italia dice in sostanza che: 1. lui non si è mai dopato, 2. non ha nemmeno sentito parlare di qualcuno che assuma doping, ohibò! 3. ha avuto una debolezza, stava per cedere al doping per la prima volta, prima prima prima eh, primissima, ma – pew - non l’ha fatto. sconterà la pena in silenzio e si riparte più gioiosi di prima. secondo me nemmeno dovrebbero squalificarlo.

Pensate che questo sia il limite del senso del ridicolo? Sbagliate. Arriva a ruota Petrucci, presidente del Coni, e supera in volata:

Le parole di Basso sono accolte con soddisfazione dal presidente del Coni Gianni Petrucci che vede la decisione del cicilista come un aiuto al mondo del ciclismo: “E’ la prima volta che un atleta decide di
parlare”.

Sipario, applausi.