Tommaso è molto preoccupato per l’approvazione della direttiva europea IPRED 2 sulla regolamentazione dei diritti d’autore ed in particolare sulle misure penali finalizzate ad assicurare il rispetto dei diritti di proprietà intellettuale. Effettivamente leggere “misure penali” vicino a “proprietà intellettuale” fa un certo effetto…
Leggo un decalogo sui difetti della direttiva a firma Giuseppe Corasaniti, studioso di problemi giuridici della comunicazione e dell’informatica e direttore di Medialaw; il passaggio più grave sembra quello riguardante la possibilità per il detentore dei diritti di collaborare con le autorità giudiziarie (toc toc… chi è? la RIAA, apra o sfondo la porta…) oltre ad una diffusa mancanza di chiarezza su molti aspetti. Punto Informatico ne parla diffusamente.
Nicola Zingaretti, il relatore della direttiva, intervistato da Punto Informatico parla di abolizione delle sanzioni penali per chi scarica senza finalità di profitto.
Ancora dal decalogo di Corasaniti:
La Direttiva abbandona inspiegabilmente, per quanto riguarda il copyright, un concetto finora chiaro a livello europeo come la “scala commerciale” e cioè la produzione di più esemplari di prodotti abusivi (su scala) nell’ambito di una attività commerciale (produttiva) organizzata
Ancora Zingaretti su Punto Informatico del 21 marzo (Proprietà Intellettuale, la rete risparmia gli utenti):
La prima [modifica], come ha sottolineato l’europarlamentare italiano Nicola Zingaretti, relatore del provvedimento, riguarda l’approvazione del concetto di scala commerciale: i paesi membri dovranno quindi considerare un reato penale tutte le violazioni dei diritti di proprietà intellettuale ma solo se condotti con finalità e su scala commerciale
Adiconsum e Altrocomsumo non stanno a guardare. La rete si mobilita. Repubblica: niente carcere per il download privato. Fiorello Cortiana, dopo aver firmato un appello agli europarlamentari per la modifica della direttiva, in seguito all’approvazione (con emendamenti) dice:
Ancora una volta il Parlamento Europeo ha saputo dialogare ed ascoltare le preoccupazioni e le proposte della società della conoscenza.
Quintarelli sottoscrive.
Insomma un bel caos. Aspetto il parere di qualcuno più competente di me, ma la mia opinione è positiva. Serviva una regolamentazione del settore che punisse severamente chi trae profitto dal commercio illegale su larga scala di opere protette dal diritto d’autore, e serviva una distinzione netta tra questi e chi fa uso personale di p2p, torrent, streaming. La direttiva con gli ultimi emendamenti sembra sensata, spero venga recepita in maniera sensata in sede nazionale.
Un’ultima cosa: chiedere di sottoscrivere un appello ogni 3×2 può diventare controproducente.
Aprile 26, 2007 at 3:48 pm
Sul fatto degli appelli a raffica forse hai ragione, hai sicuramente ragione dicendo che serve un regolamento che aiuti a combattere chi trae profitto ma quello che io temo e che le giuste legnate per chi cerca di trarne profitto finiscano anche sulle teste di chi scarica e/o condivide per “piacere”.
Il P2P ha serie difficoltà a vivere senza uploader (che in Italia sono criminali secondo l’attuale legge): cosa vogliamo fare? o aboliamo il P2P oppure bisogna cambiare parecchie cose.
Aprile 27, 2007 at 4:43 pm
FFII su IPRED2
In merito al testo emendato e votato ieri, Jonas Maebe di FFII afferma:
“Terrorists illegally copying and selling phone directories will probably not sleep very well tonight. Neither will spare parts makers who, according to Parliament, should r…
Aprile 29, 2007 at 10:26 am
[...] Benzo [...]
Aprile 29, 2007 at 10:20 pm
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