Finiti i congressi dei DS e della Margherita (gli ultimi, a quanto pare), un paio di considerazioni.
Prima la verità più evidente: questo è un Paese DI DESTRA. Chiamatelo moderato, conservatore, di centro-centro-destra-centro-destra o come vi pare, ma le definizioni sono fuffa, i partiti si muovono, cambiano nomi, bandiere, leader, alleanze e slogan e l’elettorato italiano rimane fermo da 60 anni. Allargare la base, ringiovanire il gruppo dirigente (così accontentiamo Luca), modernizzarsi sono ottimi slogan ed auguro al futuro Partito Democratico i migliori successi, ma la triste verità è che la coperta è troppo corta e lo sarà per un bel po’, lasciandoci sempre Caruso da una parte e la Binetti con il cilicio dall’altra… E io NON VOGLIO stare nello stesso partito di una signora che nel 2007 giudica l’omosessualità una malattia da curare…
Secondo: ho sentito passione, sincerità e competenza in molti interventi. Veltroni, Fassino, Bersani e Finocchiaro una spanna sopra tutti. Con queste persone SI PUO’ costruire qualcosa di buono. Mettiamo le loro idee davanti a tutto il resto: LEGALITA’, GIUSTIZIA SOCIALE, PARI OPPORTUNITA’, RIFORMISMO, LAICITA’. Domani perderemo, perchè queste idee sono ancora fortemente minoritarie in Italia. Ma forse, chissà, dopodomani…
(grazie a Ellekappa per il titolo)